Maschilismo &co.

Che io e la gente del mio ufficio non c’entriamo una fava s’era gia’ detto, ma certe differenze di vedute ogni tanto mi preoccupa. Insomma questo totale divorzio dai media forse mi ha fatto crescere in un mondo a parte che orbita sempre piu’ lontano dal mondo di tutti gli altri. E forse un giorno saro’ talmente diversa da diventare una disadattata sociale.

Ok, ora sono un po’ partita per la tangente, ma ci penso spesso, per un sacco di cose che mi capitano. Potrei farne un elenco, ma preferisco esporvi la cosa minuscola che ha  fatto riaffiorare tali pensieri esistenziali in questo venerdi’ mattina.

In ufficio abbiamo tre ragazze incinte. Alla notizia di una quarta, un direttore ha esclamato ingenuamente “Tutte le dipendenti donne di questo ufficio sono incinte”. Il contesto era in relazione ad un evento sociale, a cui le tali non partecipano perche’ impossibilitate ad assumere alcol (lasciamo perdere…siamo in Inghiliterra…). Ad ogni modo non ho pensato niente, il commento mi e’ passato attraverso.

Ma non e’ stato cosi’ per tutti.

Le befane dell’ufficio sono state lasciate inorridite dal commento perche’ maschilista ed inappropriato. “Ma com’e’ possibile che un dipendente a livello di direttore si permetta di fare commenti simili”. Ogni volta che si chiacchiera viene fuori la storia che in questa societa’ sono tutti maschilisti, e che puoi progredire solo se sei un uomo, e che se sei donna e’ come se fossi handicappata.

Io queste cose non le vedo. E’ proprio come se fossi daltonica a certe cose. Perche’ il commento e’ maschilista? E perche’ dicono che in questa azienda solo gli uomini possono progredire quando una delle befane di cui sopra e’ strapagata per fare un cazzo da mane a sera?

Non capisco. Me lo spiegate voi?

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13 risposte a Maschilismo &co.

  1. loricott ha detto:

    Interessante. Sulle prime avrei detto che il commento poteva essere indelicato perche’ fino a prova contraria anche tu sei una donna dell’ufficio, pero’ non incinta. In effetti il rischio e’ di toccare alcune sensibilita’ tenute — giustamente — riservate (tipo: vorrei un figlio ma non posso, e simili).

    A me resta in ogni caso una sensazione: che le britanniche siano in genere parecchio sensibili all’argomento ‘gender’ e che il risultato sia a volte un po’ ridicolo. Non entro nel merito — perche’ non ne so abbastanza — delle eventuali ragioni alla base di questa sensibilita’.

    L.

  2. damanera70 ha detto:

    Anch’io sono come te, magari a volte troppo ingenua, ma preferisco partire dall’assunto che NON ci sia discriminazione, altrimenti il rischio di vederla dove non c’e’ e con questo provocarla e’ altissimo: se una donna, estremamente permalosa, aggredisce tutti perche’ da per assunto di essere discriminata, alla fine anch’io la discrimino perche’ la trovo odiosa come persona. (Avevo una collega-amica cosi’, a volte a ragione, a volte senza motivo: restarle amica e’ stato difficile in alcuni momenti).

    Il commento del collega mi sembra solo una semplificazione ingenua: ha visto quattro donne nello stesso ufficio con una caratteristica e ha generalizzato. E’ come vedere tre colleghi con il pullover rosso e dire “oggi siete tutti in uniforme?”. E’ solo un’ingenuita’ un po’ sciocca, ma nient’altro. Se io vedo due colleghi con i capelli lunghi e commento “e’ l’ufficio dei capelloni?” non mi sembra di discriminare.

    Concordo con Loricott riguardo all’argomento: e’ indelicato il commento perche’ tocca un argomento intimo e potrebbe urtare te che NON sei incinta (si tratta di una condizione medica e con implicazioni legali per il lavoro, oltre che emotivamente delicata). In ogni caso non ci vedo alcun intento offenisvo o discriminatorio, forse scarsa finezza nel non averci pensato.

  3. damanera70 ha detto:

    Riguardo all’esempio “ufficio dei capelloni”: se il terzo collega e’ calvo e non l’ho guardato, ho fatto un commento indelicato, ma se la prende personalmente esagera.

  4. damanera70 ha detto:

    Trovo insopportabili le donne che si comportano cosi’ sul lavoro: non fanno che confermare, se mai c’era, l’idea che le donne non siano professionali perche’ troppo emotive (o strnzt simili).

  5. Anna8 ha detto:

    Oh! Anch’io come Loricott avrei pensato che anche tu sei donna e magari non era tanto carino escluderti dal gruppo ‘donne’, ma non mi pare troppo grave.
    Verissimo che in questo paese a volte esagerano, peró é anche grazie alla loro (troppo?) elevata sensibilitá se in UK la condizione femminile é meno peggio che in altri paesi (immigrati ‘ultrareligiosi’ a parte).
    Tornando alla battuta, forse é stato il tono in cui la frase é stata detta a colpirle? non lo so, certo non mi sembra ci sia da prendersela, c’é solo da mettersi sotto e dimostrare che essere donne (e incinte) non cambia la propria capacitá di lavorare efficentemente.

    Sul preambolo: non sei la sola a sentirti cosí, no no 🙂

  6. damanera70 ha detto:

    Riguardo al sentirsi completamente estranea all’ambiente umano dell’ufficio: mi sono sentita a mio agio culturalmente e umanamente con i colleghi per la prima volta qui in Francia; sia in Italia che in Austria mi sentivo un pesce fuor d’acqua, in Italia non avrei frequenteato nessuno dei colleghi fuori dall’ufficio, in Austria ho trovato due/tre colleghi con cui chiacchieravo volentieri al caffe’ anche di argomenti seri, importanti e inetressanti, con due di loro ci siamo frequentati nel tempo libero tra coppie/famiglie.

  7. nordkappp ha detto:

    I vostri commenti mi hanno rincuorato. Forse non sono cosi’ grave (per adesso), oppure siamo gravi tutti noi bloggers 🙂
    Ad ogni modo concordo su molte cose che avete scritto qua sopra. Il commento era sciocco, tutto qui. Anche io dico cose sciocche a volte, senza pensarci troppo. Ad ogni modo per me ha la stessa rilevanza di un commento come puo’ essere l’esempio di DN sui maglioni rossi. Anche io trovo assolutamente insopportabili quelli che si sentono discriminati per niente, per sesso, religione o provenienza o altro. Lo trovo estremamente irritante e non credo avrei l’apertura mentale per resistere un’amicizia con persone cosi’. Forse dovrei accettare, e invece la mia reazione e’ evitare in tutti i modi.

    • damanera70 ha detto:

      Invece, riguardo all’evento sociale: e’ un evento in cui UNICAMENTE si beve alcool? non ci sono coca cola, orange juice, acqua? non c’e musica da ascoltare, qualcosa da mangiare, uno spettacolo da vedere, persone con cui chiacchierare? (sono volutamente provocatoria, per essere sintetica nel trasmettere il mio concetto)

      • nordkappp ha detto:

        In Inghilterra la gente non esce se non puo’ bere. Mentalita’ terrificante.

      • Anna8 ha detto:

        Per la maggior parte degli inglesi (specie se sotto i 60 anni) se non puoi bere non vale la pena uscire in compagnia. Agghiacciante ma ha le sue spiegazioni. L’alcool qui é IL lubrificante sociale, non li sto giustificando, ma capisco perché é cosí.

      • nordkappp ha detto:

        Lubrificante sociale. Ottima definizione! Concordo!

      • damanera70 ha detto:

        Questo e’ uno dei motivi per cui non voglio che mio figlio cresca in UK (paese che abbiamoe scluso, insieme ad altri, quando abbiamo deciso dove andare, via dall’Austria – che ha un problema simile di mentalita’ del bere).

      • alessiaton ha detto:

        Ecco, l’unica cosa che mi colpisce è il connubio “alcol/divertimento/coesione sociale”. Il commento è sciocco e sciocco è chi se la prende per un commento sciocco.

E lascia due righe di commento, daaai!

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