Pronti per la partenza

In questi giorni, mentre attendevo la consegna delle chiavi, ho cominciato a prepararmi per il trasloco.

Traslocare e’ proprio una gran rottura di palle. Tuttavia ci sono cose positive; trovarsi a tu-per-tu con ogni singolo oggetto che possiedi per spostarlo o riorganizzarlo ti costringe a rivalutare la sua utilita’ e inevitabilmente ad applicare un filtro.

Sono stata spietata nella mia selezione. C’erano delle cose che tenevo giusto perche’ buttarle era un peccato ma che in fondo non usavo mai; quelle cosec he ogni tanto ti capitano in mano e le sposti, le risposti, pensi di buttarle ma poi ti dispiace e allora e le cacci in angoli inaccessibili per non averle tra i piedi. Bene, quelle cose sono tutte finite in discarica. Anzi, non tutte, alcune. Quelle piu’ belle le ho portate al Barnardo’s charity shop. Altre le ho messe in vendita. Altre sono diventate stracci (sempre utili quando si fa manutenzione alla bicicletta). E’ curioso come abbia faticato a liberarmi di alcuni capi di abbigliamento vecchissimi, che magari portavo ai tempi del’universita’ e che erano sbiaditi e fuori forma ma che magari mi ricordavano certi periodi della mia vita. Ma anche qui mi sono sforzata: non voglio cose inutili nella mia nuova vita da proprietaria terriera e impiegata felice. Il criterio per l’eliminazione e’ stato: se l’hai indossato almeno due volte in questi ultimi cinque anni allora resta; altrimenti, bye bye baby. Non che sia esattamente un criterio cosi’ spietato, ma credetemi: e’ stato efficace…

Un’altra cosa positiva e’ stata avere soddisfatto la mia ossessione per le scatole. Tutte quelle scatole vuote che mi sono sempre rifiutata di buttare perche’ c’e’ sempre qualcosa che si puo’ mettere nelle scatole, ora mi servono! Quello spazio occupato, finalmente posso dire che sia servito a qualcosa. E rimettere gli oggetti nelle scatole originali! Senza prezzo….

Parlando di scatole, il momento piu’ bello: quando ho chiesto all’addetta del customer service del supermercato se potevo prendere quelle scatole vuote per terra, e lei non solo mi ha detto si’, ma e’ uscita dal suo ufficetto per togliere i resti di imballaggio che erano rimasti dentro e consegnarmele tutte vuote e pulite dentro. Il momento piu’ assurdo: quando l’addetta al customer service di un altro supermercato voleva convincermi a tutti I costi che le scatole delle banane con un buco in mezzo andavano bene per il mio uso. “Ma signora, c’e’ un buco in mezzo, devo riempirle di oggetti piccoli…” “Mi creda, queste scatole vanno bene” con quell’accento mancuniano pungente…(honestleeey!). Ma va’ a da’ via i ciapp!

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