Cold and still

M piace correre la domenica mattina presto. Poche anime sono fuori dal letto e il parco e’ tutto mio. Il freddo nella notte ha gelato le pozzanghere, e anche il laghetto ha dei lastroni ghiacciati in superficie dove si riposano le anatre. Mentre corro le mie scarpe schiacciano l’erba e la terra irrigiditi dal freddo emettendo uno scricchiolio soffocato, come di qualcosa che si rompe in pezzettini dentro a una coperta. La palude e’ immobile e rispecchia il cielo blu. Gli alberi ancora spogli dell’inverno mi ricordano delle tende che avevo in camera mia quando ero piccola; non mi piacevano quelle tende, mi avvolgeva un disperato senso di solitudine vedere un bosco spoglio e desolato dove non c’era niente; ora invece mi piace isolarmi in esso. I pochi passanti che si vedono mi salutano. C’e’ un senso di rispetto reciproco per appartenere allo stesso gruppo di persone che scelgono di essere li, nonostante il freddo e il bagnato.

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