Ritorno

Manco da molto. Non perche’ non abbia avuto niente da dire da oltre un anno, ma perche’ sono stata travolta dal vortice violentissimo di cose da fare nella mia nuova vita da “proprietaria di casa” e da “professionista operante nel settore delle costruzioni”.

Il cambiamento e’ stato fantastico e posso dire di essere felice. Si’ sono felice. Forse quando uno e’ felice sente meno il bisogno di scrivere, perche’ non c’e’ bisogno di guardarsi dentro per capire cosa manca.

Ora pero’ ho talmente tante cose da dire che vorrei scrivere un libro.

Ma facciamo poco per volta. Dunque: casa. Fantastica! La mia casa e’ bellissima. In una zona di Manchester che adoro follemente. Ma le cose belle non vengono senza prezzo. Sto avendo qualsiasi tipo di problema: perdite d’acqua, boiler malfunzionante, lotte spietate con la compagnia di taxi di fronte, ratti nei muri (scommetto che questa non l’avevate mai sentita!). Devo dire che a volte lo sconforto prende il sopravvento, come questa settimana per esempio, quando troppe cose e troppo contemporaneamente capitano e non stai a galla. Pero’ quando penso che tutto questo e’ per avere questa casa tutto passa, perche’ ne vale la pena. Perche’ e’ bello aprire la porta e sapere che queste quattro mura sono mie e che nessuno puo’ mandarmi via, e che posso farci quello che voglio, colorare i muri di viola se voglio, e appendere tutto quello che mi va, e scegliere come arredarla. Non me ne e’ mai fregato niente di mobili, giardino, soprammobili, eppure la settimana scorsa mi sono ritrovata a comprare UNA VASO. Si’ un vaso. Incredibile. Non avrei mai pensato che sarei arrivata al punto di comprare un vaso.

Ho imparato molte cose in questo anno e mezzo, ma direi che le principali sono tre:

  1. La manodopera non ti richiama mai. Cioe’, se chiami un idraulico perche’ hai una perdita d’acqua e ti dice che ti richiama perche’ in quel momento e’ impegnato, scordatelo, non lo fara’. Dovrai richiamarlo tu ripetutamente prima che si degni di avere una conversazione con te o addirittura darti un appuntamento. Anche quando prometti di pagare profumatamente.
  2. La vernice una volta che e’ sul muro assume un colore completamente diverso da quello sul contenitore o sul cartoncino del campione. Questo l’ho imparato a caro prezzo, dopo avere comprato 80 sterline di un colore che per me era grigio ma che poi sul mio muro e’ diventato violetto da donna anziana. Prima di accorgermi avevo gia’ dipinto tre pareti, e mi sono costate tre mani di un altro colore per farlo scomparire completamente. Che fatica!
  3. La gente non si fa nessun problema a parcheggiarti davanti a casa bloccandoti dentro la macchina. Questa forse e’ la cosa che trovo piu’ scioccante.
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La mia bellissima casa nuova e’ ancora bellissima ma anche ancora molto vuota. Pero’ ogni settimana riesco a fare delle aggiunte, anche molto piccole, che la fanno sembrare meno edificio e piu’ casa.

Oggi per esempio io e Kev abbiamo passato il pomeriggio di sole mancuniano a fare questo:

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Io e un uomo, lo stesso da piu’ di due anni, a fare giardinaggio… sono proprio cresciuta.

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Le difficolta’ del nuovo capitolo

Ho terminato la mia quarta settimana di lavoro nella mia nuova azienda e sono ancora felice. Felice della scelta, entusiasta di imparare, e ancora felice di non dovere piu’ fare il lavoro di prima. Proprio felice.

Certo non posso nascondere che cambiare lavoro sia dura. Cambiare settore vuol dire ricominciare daccapo. La gente parla con sigle, in una frase tutti dicono almeno tre cose che devo andare a cercare su google. Quello che non manca e’ l’entusiasmo e l’interesse, ma mi accorgo che il piu’ delle volte mi trovo a chiedermi cosa ci faccio qui, visto che sto imparando l’ABC e non sto dando nessun valore aggiunto. Quindi e’ un mese che sto cercando di capire quale sia il mio ruolo esattamente. E’ una sensazione che avevo dimenticato.

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Nuovo inizio

La beatitudine descritta nell’ultimo post e’ continuata. Sono stata anche in vacanza, ho scalato montagne, ho biciclato su per passi montani, ho visto la mia prima stella alpina viva e selvaggia, ho dormito in rifugi in mezzo alle nuvole, ho oziato in prati fioriti guardando il cielo blu in angoli di paradiso che pochi conoscono. Lo stress e la negativita’ accumulata negli ultimi mesi e’ svanita ed sono ormai un ricordo lontano. Ora sono un’altra persona, nuova di zecca, pronta per un nuovo capitolo lavorativo.

Questa settimana ho cominciato nell’azienda nuova. A parte lo smarrimento di un lavoro nuovo in cui ricevi un volume di informazioni improcessabile in cosi’ poco tempo, in cui ti presentano mille facce di cui non ricordi nessuno ma soprattutto in cui non hai ancora capito che cosa devi fare, beh a parte questo sono entusiastissima. Quello che vedo mi piace. Molto. Quello che faro’ e’ utile a qualcuno. Lavorero’ per una compagnia che finalmente fa qualcosa di concreto. Sento che posso dare un contributo utile. E la gente mi sorride, mi aiuta, per loro sono qualcuno che rende le cose piu’ facili invece che un parassita che si mangia immeritatamente una porzione di guadagno. E l’ufficio?? Un edificio supermoderno che domina I canali di Manchester, da cui vedo l’orizzonte e persino le colline al di la’ della citta’. Vetrate enormi che fanno entrare il sole, una cucina con una macchina che fa un caffe’ buono, con un piattone di frutta fresca tutti I giorni a disposizione degli impiegati. E anche un posto macchina! Posso andare al lavoro in macchina: otto minuti porta a porta. Non piu’ giornate campali di quattordici ore di lavoro nella capitale, piuttosto piu’ capatine in zona, in citta’ persino. Certamente I lati negativi verranno a galla ma mi sento nel posto giusto.

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Eden

Il mio primo giorno da disoccupata provvisoria: pura delizia, beatitudine, estasi, felicità, gioia, perfezione, pace, benessere.

Ore 8.30: piscina, 60 vasche.

Ore 10.30: caffè e spuntino al bar.

Ore 11.30: Ikea di lunedì mattina (vuota).

Ore 15.00: a casa a sistemare scartoffie (e soddisfare il mio bisogno ossessivo-compulsivo di ORDINE).

Il piano per il resto del giorno comprende finire di verniciare il corridoio e cucinare una spigola deliziosa (e mangiarmela).

Direi che difficilmente le cose possono andare meglio.

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Chiudere un capitolo

Oggi e’ un giorno significativo: l’ultimo giorno di lavoro a Manchester Real Estate.

Ogni volta che si chiude per sempre un capitolo di vita inevitabilmente si prova nostalgia, e oggi per me non e’ diverso: ho incontrato belle persone per strada e indubbiamente rimarro’ in contatto con alcuni.Alla notizia della mia imminente dipartita ho ricevuto messaggi calorosi e sinceri da persone da cui non me l’aspettavo per niente, e questo mi ha riempito di gioia.

In mezzo a tutte queste belle cose pero’ non posso trascurare che questo non e’ il posto per me e non lo e’ mai stato. Fin dal giorno uno mi sono sentita fuori posto e inadeguata. Anche nelle occasioni in cui ho ricevuto feedback molto positivi non ci ho mai creduto. Mi sentivo come una che fa del suo meglio ma che non potra’ mai fare veramente bene perche’ manca qualcosa. E il punto e’ che di questo settore non me ne e’ mai fregato niente. Insistere su questo percorso era per me come cercare di dimostrare a me stessa che ero in grado di farlo. Per convincermi che fossi brava. Ma ho capito che io non devo dimostrare niente a me stessa, devo solo capire cosa voglio e dove voglio essere, e cercare di ottenerlo ed arrivarci. Tutto il resto non conta: il prestigio, i soldi, la carriera.

Ora sono proiettata al futuro: il lavoro nuovo e’ in un ambito che trovo molto piu’ interessante ed adatto a me. Sara’ una sfida imparare tutto ma ho una voglia matta di incominciare. Ho comprato un libro sull’argomento per prepararmi, e studiare non mi pesa.

Forse scopriro’ che nemmeno questa e’ la mia strada, ma se cosi fosse ora so cosa fare.

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Dimissioni

Ho appena dato le mie dimissioni. Dopo cinque anni a Manchester Real Estate questo segna la fine di un’era. Da ora tutto cambiera’.

Il mio capo non sembrava sorpreso, ne’ cosi’ dispiaciuto. Mi sembrava infastidito se non altro. Il mio collega preferito Andres era veramente dispiaciuto, lavoravamo tanto e bene insieme. Con sincerita’ mi dispiacera’ non lavorare piu’ con lui.

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